Controllo di potabilità di acque destinate al consumo umano
L’acqua non è batteriologicamente pura, perché contiene una grande quantità di microrganismi invisibili a occhio nudo che svolgono il ruolo di mineralizzazione della sostanza organica; i minerali che si formano saranno poi riutilizzati da altri organismi detti autotrofi e litotrofi.
L'acqua svolge per questa ragione la funzione di collegamento tra mondo inorganico e organico: ciò significa che è possibile trovare Batteri, Funghi, Alghe, Protozoi.
La grande maggioranza di questi è innocua, ma l’acqua può accogliere anche Batteri e microrganismi patogeni per l’uomo; in questo caso si dice che essa è contaminata.
Le fonti di contaminazione sono costituite da deiezioni umane e animali che contengono una serie di Batteri innocui ma possono presentare microrganismi patogeni del tipo Salmonella, Shigella, Escherichia, Vibrio, Legionella, Clostridium, ai quali si possono aggiungere Protozoi (Entamoeba) e Vermi.
Accanto a questi parassiti possono esserci i Virus, del tipo Poliovirus, Echovirus, Epatite A, Reovirus, Adenovirus, Rotavirus. La sopravvivenza dei microrganismi patogeni nelle acque è generalmente breve per cui la loro presenza è di difficile rilevazione ai fini igienici e sanitari. Le leggi di tutela della salute stabiliscono di analizzare indicatori di contaminazione fecale più resistenti, costituiti dai coliformi fecali.
Altri indicatori sono gli streptococchi fecali, più frequenti nelle feci di animali, oppure i clostridi solfito-riduttori che resistono in questo ambiente molto più che gli enterobatteri generici.
Sono stati fissati dei parametri sotto i quali si può escludere la contaminazione; tali parametri sono indispensabili per il controllo delle acque potabili, di quelle di balneazione, di irrigazione e per l’acquacoltura.